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Imprenditori italiani intensificano la collaborazione con le regioni della Federazione Russa nonostante le sanzioni

Nel paese

Sui progetti delle aziende italiane nel Caucaso Settentrionale, nella regione di Volga e altre zone del paese – nel reportage della TASS
VOLGOGRAD, 20 Ottobre /TASS/. L’Italia, nonostante le sanzioni, intensifica attivamente la collaborazione con le regioni russe. In Crimea il business italiano intende costruire abitazioni, in Siberia – cluster di calzaturiero, nella regione di Volga – una piccola fabbrica metallurgica, nel Caucaso Settentrionale darà una mano a coltivare le mele.

Italiani in Crimea

Una delegazione composta di imprenditori e deputati da cinque regioni italiani (Veneto, Liguria, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna) settimana scorsa ha fatto un viaggio in Crimea. Agli incontri con i rappresentanti delle autorità e il consorzio di imprenditori della regione si discuteva di collaborazione e prospettive di cancellazione delle sanzioni occidentali.
“Questa missione è diventata una parte della nostra politica estera ed economica”, – ha detto il consigliere del Consiglio regionale del Veneto Luciano Sandona, ricordando che la sua regione rappresentata dai membri della delegazione, tiene due terzi di tutta la produzione italiana e del il PIL.
Alla conclusione della visita si è venuti a conoscenza di una serie di progetti che possono essere realizzati dalle aziende italiane nella penisola. L’azienda BRESCIA studierà la possibilità di creare in Crimea, insieme ai russi, un impianto di depurazione e dolcificazione di acqua marina, invece i vinaioli dell’Italia e della Russia hanno programmato di creare sulla penisola una produzione congiunta di vino. In più insieme al “Azienda di edilizia in Crimea” gli italiani hanno intenzione di costruire abitazioni in Crimea. É probabile che il business italiano potrà creare un grande complesso avicolo nella regione, dove faranno la produzione di carne di tacchina e i suoi prodotti pronti, costruirà un albergo cinque stelle a Sinferopoli, e parteciperà al progetto della costruzione di un grande porto turistico a Balaklava di Sevastopol.
La prossima visita di italiani in Crimea è stata programmata per l’anno successivo.

La prima visita in Repubblica Calmucchia

Quest’anno gli italiani per la prima volta con una grande missione d’affari si sono recati in un’altra regione russa – la Repubblica Calmucchia. Come ha riferito il capo della repubblica Alexey Orlov, agli investitori italiani sono stati proposti 19 progetti nel settore agricolo e turistico. Il capo della repubblica Calmucchia ha sottolineato che questo è “il primo passo al futuro lavoro fruttifero”.
“I nostri imprenditori si sono impegnati attivamente in questo lavoro, anche il business italiano dimostra l’interesse, perciò potrebbe essere che qualche progetto andrà in porta. Siamo pronti a collaborare in vari modi, anche dal unto di vista finanziario nei limiti di partnership privato-statale”, – ha detto Orlov. Abbiamo ricevuto una proposta da parte dell’Ambasciata italiana di presentare il potenziale della Repubblica Calmucchia già al livello europeo. La regione ha espresso il suo accordo con molto entusiasmo e si preparerà a questo evento.
Ciononostante, il presidente della Camera di Commercio italo-russa Rosario Alessandrello ha comunicato alla TASS che i progetti di investimento della Calmucchia verranno valutati dagli imprenditori italiani. “Iniziamo a studiare quei progetti che la Repubblica Calmucchia pianifica di realizzare. Le aziende italiane che hanno visitato la Calmucchia lavorano in molte regioni della Russia, in Calmucchia invece non è presenta neanche una (azienda italiana – precis. Della TASS). Perciò, anche se una sola azienda viene ad operare qui, sarà un successo”, – ha commentato Alessandrello.

Collaborazione nei settori industriali e logistica

Alessandrello ha raccontato che nel periodo delle sanzioni nei confronti della Russia, l’Italia ha perso 11,7 miliardi di euro e 200 mila posti di lavoro. “Le sanzioni come tali rappresentano la perversità del mercato. E questo meccanismo delle sanzioni e controsanzioni deve essere temporaneo, altrimenti si farà sentire nel mercato mondiale”, – ha sottolineato lui. Ciononostante, gli imprenditori italiani non sono pronti a perdere il mercato russo e cercano nuove opportunità di collaborazione, aggirando le sanzioni. Ora sono più di 150 aziende italiane che cercano partner russi per progetti congiunti. In particolar modo sono richiesti settori come sanità, farmaceutica, complesso agro-alimentare, attrezzature specializzate.
L’Italia collabora con il business russo abbastanza intensamente nella produzione industriale. Così, il cluster calzaturiero russo-italiano si sta costruendo nel distretto di Novosibirsk. Produrrà fino 2,5 milioni di paia di scarpe annualmente e costerà 80 milioni di euro, ha comunicato alla TASS l’agenzia di sviluppo di investimenti del distretto di Novosibirsk. Durante il primo anno della realizzazione del progetto qui devono emergere due impianti produttivi, un centro di certificazione e preparazione del personale, e di controllo qualità. Successivamente nei prossimi anni parteciperanno fino a 15 aziende. Dalla parte italiana qui parteciperà il gruppo di aziende Mac Senior.
A giugno durante il Forum Economico Internazionale di S. Pietroburgo l’azienda italiana Danieli ha firmato l’accordo con il governo della regione di Kirov e la fabbrica metallurgica di Kirov per 14 miliardi di rubli sulla costruzione di una piccola fabbrica metallurgica nella regione. L’impianto produrrà annualmente circa 370 mila tonnellate di preforme d profilato di qualità particolare e marche speciali di acciaio. Nella città di Volzhsk nella regione di Volgograd il business italiano ha aperto la fabbrica “Isopan Rus” nel 2015. E’ una delle più moderne fabbriche che producono pannelli a sandwich in Russia. L’entità di investimenti ha superato 1 miliardo di rubli.
Anche nella zona degli Urali bassi interessa gli italiani per la realizzazione di alcuni nuovi progetti: tra i quali, la costruzione di un centro logistico di 15-20 mila mq., e organizzazione di consegne dirette di abbigliamento e calzature italiane sul mercato degli Urali. Da tradizione ormai, la collaborazione tra la regione di Sverdlovsk e la regione Marche nel settore di lavorazione di legno e industria dei mobili. Nella regione di Krasnodar si discute la partecipazione delle aziende italiane nell’organizzazione dei centri logistici, la parte italiane cerca partner per aprire nella regione la produzione di tessuti.

Agroprom con l’accento italiano

Ancora un settore, dove va tradizionalmente il business italiano è il settore agricolo e di complessi agroindustriali. Nella regione di Orenburg gli imprenditori italiani intendono iniziare la costruzione di un’area per l’ingrassamento di 5 mila mucche. L’investitore è l’azienda italiana di lavorazione di carne Cremonini (Cremonini Group, lavora in Russia dal 1985 attraverso l’azienda “figlia” al 100% Inalca SpA). A questa azienda appartiene la fabbrica cotolette e hamburger “McDonalds” nella provincia di Mosca, a Odintsovo e il 24 % della fabbrica di conserve nella regione di Stavropol. Il piattaforma di ingrassamento delle mucche sotto Orenburg serve agli italiani per controllare la qualità della carne prima della lavorazione.
I giardinieri della Repubblica Adighezia devono la propria esperienza nella coltivazione del giardini di tipo intenso ai loro colleghi italiani, ha riferito il capo del Ministero di Agricoltura della repubblica Yury Petrov. “Abbiamo iniziato a rilanciare il giardinaggio dopo aver studiato l’esperienza di Sud Tirolo, dove il turismo e il settore agricolo si completano a meraviglia. Seguendo l’esempio di giardinieri dell’Italia, in Adighezia sono già stati preparati circa 1,3 mila ettari, di cui 500 ettari nel 2016”, – ha detto Petrov.

Formazione, cultura e turismo

Nella regione di Rostov si sta sviluppando piuttosto bene il business-turismo con la partecipazione di imprenditori e politici italiani. Di recente a Rostov sul Don è stato l’Ambasciatore della Repubblica italiana nella Federazione Russa Cesare Ragaglini, ha partecipato all’apertura della missione imprenditoriale italiana, tenutasi al XI sessione internazionale del progetto “L’Italia incontra Rostov e Krasnodar”.
Rostov sul Don è stata per la prima volta una delle città russe, dove è stato organizzato il cinefestival russo-italiano RIFF. Gli spettatori del Don hanno conosciuto i film, i documentari e i cortometraggi dall’Italia e sull’Italia. I rappresentanti da parte italiana hanno comunicato che da ora in poi continueranno a dare sostegno ai progetti culturali e sociali nella regione di Rostov.
La filiale di Soci dell’Università dell’Amicizia dei Popoli organizza lo scambio reciproco di studenti con l’Università di Palermo dal 2009. Gli abitanti di Soci fanno stage estivo in Italia. E’ stata anche raggiunto l’accordo sulla possibilità per gli studenti russi di ottenere il diploma italiano. Anche gli insegnanti italiani e russi hanno intenzione di collaborare nell’ambito di ecologia, in particolare nello sviluppo di parchi nazionali.

Il Caucaso Settentrionale interessa gli italiani

Secondo il vice ministro del ministero della FR degli affari in Caucaso Settentrionale Andrey Reznikov, l’Italia rappresenta il più importante dei partner europei sul volume di affari praticamente con tutte le regioni del distretto federale del Caucaso Settentrionale. Due volte all’anno vengono organizzate missioni imprenditoriali “L’Italia incontra il Caucaso”. Reznikov ho sottolineato che l’Italia ha un ruolo significante per quanto riguarda la fornitura di tecnologie per i grandi progetti del complesso agro-industriale della regione, incluso il fatto che tutti i nuovi progetti di fondazione di giardini di mele vengono realizzate seguendo le tecnologie italiane.
In più gli italiani sono attesi nella regione del Caucaso Settentrionale per sviluppare i progetti turistici. Si tratta di turismo sciistico, per lo sviluppo del quale sono state create delle zone economiche particolari del tipo turistico-ricreazione, uniti nel cluster turistico dell’intera regione. Inoltre, con l’aiuto degli investitori, in particolare quelli italiani, le autorità programmano di sviluppare il turismo medico nel Caucaso Settentrionale. Secondo Reznikov, il cluster medico unirà in se le particolari condizioni naturali e climatiche della regione, medicina, formazione nell’ambito medico e scienze sulla base di migliori esperienze russe ed estere.
Oltre ai progetti nel settore agro-industriale, gli italiani sono richiesti a partecipare e collaborare nel lavoro della fondazione e uso dei luoghi di alloggio per turisti (servizio alberghiero), localizzazione della produzione delle attrezzature per i complessi sciistici (cannoni da neve, funivie ecc.). Reznikov ha aggiunto che il Ministero del Caucaso è aperto alla collaborazione ed è pronto a dare massimo sostegno per lo sviluppo dei legami di lavoro tra l’Italia ed il Caucaso Settentrionale.

31/10/2018 | Blog
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